Nel 2026, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, non si mangeranno solo cibi liofilizzati o bustine insapori. Per la prima volta, gli astronauti potranno gustare un menù firmato da una delle chef più stellate del mondo. Sì, proprio così: lo spazio si prepara ad accogliere la cucina gourmet.
A far parte di questo esperimento straordinario è Anne-Sophie Pic, celebre chef francese con ben dieci stelle Michelin all’attivo. Una vera e propria icona della gastronomia internazionale, già premiata da TripAdvisor nel 2024 per il miglior ristorante al mondo. E ora… anche nello spazio.
Tra coloro che assaggeranno le sue creazioni c’è l’astronauta europea Sophie Adenot, che ha voluto fortemente coinvolgere la chef in questa missione. Le due donne hanno lavorato fianco a fianco per progettare ogni dettaglio, dalle consistenze ai profumi, adattando i piatti a un ambiente dove la gravità è praticamente assente.
Il menù è raffinato e sorprendente. Si parte con quattro antipasti: crema di foie gras su brioche tostata con limone candito, bisque di aragosta con granchio e cumino, vellutata di pastinaca al curry con eglefino affumicato, e infine la classica zuppa di cipolle, ma rivisitata con pepe rosa e crostini gratinati.
Come piatti principali ci saranno due proposte: manzo brasato sfilacciato con aglio nero e vaniglia affumicata, oppure pollo al pepe voatsiperifery con fava tonka e polenta cremosa al Comté. E per chiudere in bellezza un budino di riso al cocco e vaniglia affumicata, o una crema al cioccolato profumata con fiori di nocciola e caffè.
Unica eccezione rispetto alla cucina terrestre: niente cibi fritti e niente briciole, per ovvi motivi. E la frutta fresca sarà disponibile solo nei primissimi giorni della missione.
Creare piatti spaziali non è un gioco da ragazzi. Ogni pietanza deve rispettare criteri rigidissimi: essere leggera, stabile per almeno due anni, priva di elementi volatili o pericolosi per l’ambiente orbitale. Niente che possa sbriciolarsi o creare residui nell’aria. Per riuscirci, Anne-Sophie Pic ha collaborato con Servair, società specializzata in catering per le compagnie aeree.
“Cucinare per lo spazio vuol dire superare i confini della gastronomia” ha raccontato la chef durante un’intervista, portando alla luce quanto sia stato difficile ma affascinante tradurre l’emozione del gusto in un formato adatto all’orbita terrestre.
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Non è la prima volta che del buon cibo fa capolino tra le stelle: qualche anno fa, gli astronauti si sono concessi un bel piatto di pasta. Ma un menù stellato, preparato con tanta cura e tecnica, è una prima assoluta, e chissà che presto non tocchi anche alla pizza conquistare lo spazio.
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